8 marzo 2008

Cosa significa famiglia oggi




Le stagioni dell’amore

Il 12 maggio 2007 c’è stato a Roma il family day: masse di italiani sono scesi in piazza a difesa della famiglia. Il fatto ha riacceso il dibattito su cosa si intende per famiglia oggi, infatti spesso i giornalisti dipingono 2 modi estremi di famiglia, da un lato quella patriarcale ferma alla metà del secolo scorso, dall’altro quella “zapaterista” o addirittura quella che emerge dai film di Ozpetek che poco ha a che fare con l’idea di unione fondata sul matrimonio e i suoi valori tradizionali. I manifestanti in piazza san Giovanni chiedevano appunto di difendere la famiglia fondata sul matrimonio come unica tipologia di famiglia possibile.
Ma Il dato statistico è che il matrimonio e in pieno calo: si preferisce convivere e sempre meno sposarsi. Chi convive non costringe chi si vuole sposare a non farlo quello che invece succede viceversa fino all'individuazione di due fronti contrapposti: da una parte un neo oltranzismo moralreligioso vuole evitare le unione private mentre dall’altra parte c’è chi vorrebbe per le coppie di fatto (omosessuali o no) gli stessi diritti di chi si dice si sposa“ufficialmente e pubblicamente".
Questa questione che così semplificata sembrerebbe di facile risposta per una democrazia moderna: come è successo in altri paesi Europei ognuno fa la scelta che ritiene piu’ opportuna per la propria etica, religione e per la sua vita pratica ed è tutelato da forme giuridica tipo Dico Pacs etc. simili al matrimonio tradizioale.
In una materia così personale infatti creod che non sia giusto imporre la propria scelta come MODELLO universalmente valido per tutti.
Il concetto di famiglia prima che giuridico o religioso è culturale, legato alla specifica cultura che impregna una società in un determinato momento storico, e questo cambia con il motare dei rapporti sociali: infatti nei secoli si sono avvicendate diversi tipi di famiglie. Per esempio in alcune società la poligamia è ufficiale, in altre è vietata, in altre semplicemente tollerata. Oppure un individuo durante la sua stessa vita può vivere diversi tipi di famiglie, con separazioni e ricomposizioni i figli si trovano spesso in situazioni di famiglie allargate più o meno considerate naturali che vanno da un 1 solo genitore fino a 4 genitori se entrambi i genitori si risposano o ricompongono con altri, ritrovandosi ad avere nuovi fratelli, per poi ritrovarsi da soli etc.
Si potrebbe dire che si è passati dalla famiglia come esperienze totalizzante e permanente a una famiglia come esperienza transitoria e parziale, discontinua o destrutturata.
Nell’era dei co.co.pro. del lavoro interinale, del lavoro a termine, della provvisorietà e della precarietà, non poteva sfuggire alla regola anche uno dei pilastri della società, il matrimonio.
ma come si evolve il matromonio e la famiglia oggi.

L’ISTAT definisce la famiglia:
“UN insieme di persone dimoranti abitualmente nella stessa abitazione e legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi”.

STATISTICHE FAMIGLIE (fonte ISTAT 2005)
Il concetto tradizionale di famiglia in Italia ha subito una rivoluzione sociologica a partire dagli anni ‘70 con le 2 leggi che introducevano il divorzio e depenalizzavano l’aborto,
fino ad allora in Italia si celebravano oltre 400.000 matrimoni all’anno, oggi nemmeno 250.000, (-38%)
I Matrimoni Religiosi sono 169.000 il 66%
10 anni fa i matrimoni civili erano solo il 20% oggi al nord e centro sono più del 50% e nelle grandi città del centro-nord arrivano al 70%, mentre nel sud il matrimonio tradizionali resiste di più (e ci sono anche meno separazioni e meno seconde unioni)
Aumentano i matrimoni misti che arrivano al 13% dove i coniugi sono piu’ diversi tra loro in termini di scolarizzazione ed età (rispetto ai matrimoni tra italiani)
L’età media dello sposo è di 32 anni della sposa di 30 (4 anni di più di quanto avevano i loro genitori quando si sono sposati)
La % di giovani 25-34 anni che convivono coni genitori è del 43% (52% donne e 34% uomini)
Al SUD il 26% delle donne lavorano al NORD il 41%
30 anni fa le famiglie erano 16 milioni oggi sono 22 milioni (+40%) mentre la popolazione è cresciuta solo del 5% a causa delle famiglie poco numerose e dell’allungamento della vita media, (speranza di vita donne 84anni e uomini 78 con un rapporto vedove /vedovi 5 a 1),
Sono aumentati così anche i nonni, che sono una componente essenziale di una nuova tipologia di famiglia allargata dell’Italia postindustriale, hanno infatti un ruolo ancillare fondamentale, un ancora di salvezza per le mamme stressate dal lavoro che nel 40% dei casi gli affidano i nipotini, anche se non vivono con il nucleo famigliare. I nipotini vengono affidati ai nonni e i nonni dopo poco vengono affidati alle badanti..(con un melange interculturale e di linguaggi inedito)
Mentre la figura dello zio diminuisce proprio a causa del maggior numero di figli unici o della minor natalità (a tasso zero se non fosse per gli immigrati, ma una ripresa delle nascite c’è stata negli ultimi 3/4 anni)
Una volta il matrimonio era preceduto dal fidanzamento ufficiale in famiglia, oggi invece da convivenza (che sono passate da 2% al 13%)
L'età media della durata del matrimonio è di 14 anni, mentre all'atto della separazione i mariti avevano mediamente 43 anni e le mogli 40.
Nell’ultimo decennio raddoppio delle separazioni (+57%, 82.300), mentre I divorzi sono aumentati del 74% in 10 anni 47.050; La tipologia di procedimento più comunemente scelta dai coniugi è quella consensuale: l'85,5% delle separazioni e il 77,6% dei divorzi
La media nazionale dell’affidamento dei figli al padre è solo del 5,1%.

In sintesi si può dire:
DIMINUISCONO rapidamente i matrimoni religiosi
AUMENTANO lentamente i matrimoni civili
CRESCONO VELOCI le famiglie di fatto (oggi 600.000 4,4% del totale dei 22 mio di famiglie, mentre 10 anni fa erano solo il 1,6%), i cui componenti hanno di solito un’istruzione e un occupazione più alta della media, vivono più al nord nei centri urbani con uno stile di vita più moderno.
--> 50 anni fa le mamme italiane avevano il 1° figlio a 25 anni oggi a 30 anni,
2,6 è la media dei componenti delle famiglie
46% delle famiglie ha un figlio unico, il 20% non ha figli
Il 5% famiglie è ricostruita (ex coppie di separati)
72% delle famiglie ha un casa di proprietà
Il 96% delle famiglie ha il televisione, il 44% il computer, 80% l’automobile,
l’8% dei padri ha chiesto un periodo di congedo parentale nei primi due anni di vita del bambino

Al NORD quelli che si dichiarano soddisfatti dei rapporti famigliari sono il 40% , al SUD solo il 26% e questo la dice lunga sulla sofferenza che può esistere sotto una situazione di costrizione e conformismo sociale che solo formalmente appare virtuoso.

Il mainstream delle famiglia NORMALE oggi è : si vive un po’ single, si convive prima del matrimonio se la convivenza funziona ci si sposa, ci si separa se il matrimonio non funzione, se va bene la seconda coppia ci si risposa dopo il divorzio, e così si intrecciano una nuova galassie di rapporti in cui le convivenze (intese come long life partner) aumentano ma che effettivamente non si possono più chiamare famiglia come era concepita una volta in senso tradizionale.
Ma allora come dobbiamo chiamare le ns donne se non vogliano andare in piazza per il family day e non vogliamo essere tacciati di immoralità?
COMPAGNA troppo no global
FIDANZATA è troppo old
RAGAZZA troppo young
MOGLIE troppo cattolico tradizionalista
L’ISTAT nella sua definizione di famiglia mette tutti insieme, ma allora il nome e il concetto non è esclusivo di nessuna categoria particolare o di religiosità; O forse bisognerebbe trovare un nuovo nome per le nuove unioni per non offendere chi si sente depositario dell’originale? per cui siamo ancora famiglie in senso ampio finchè l’ISTAT o qualche sociologo non inventa un nuovo nome che entri nel linguaggio comune, come norma consuetudinaria e topos antropologico di fatto.