"..Vi fu sempre nel mondo assai di più di quanto gli uomini potessero vedere quando andavano lenti, figuriamoci se lo potranno vedere andando veloci" (Ruskin)
Viaggiare è un po' come vivere: si scoprono cose e ci si confronta con l'altro. Solo che la vita di tutti i giorni ci fa scoprire poco e confermare molto, e ci fa confrontare solo in confini precisi già conosciuti e più che altro ripeter un copione prevedibile, un meccanismo in cui siamo ingranaggi inconsapevoli. Il viaggiare inteso nel senso vero della parola ci porta verso l'ignoto, non più certo quello di Ulisse o C.Colombo, ma almeno si spera nemmeno quello dei villaggi turistici all inclusive della globalizzazione imperante.
E' chiaro che è difficile da fare in senso vero: i circuiti del turismo ormai arrivano dovunque e l'abitante del luogo visitato spesso è pronto a trattarci come turista non come un essere umano "altro da sè" da incontrare; inoltre se un indiano che ci offre un thè mette a rischio i ns ventri non abituati a certi batteri ma se non ci concediamo il tuffo, il salto, l'immersione totale e anche nella condizione e nel gusto di altri mondi odori e persone non potremmo mai dire di aver viaggiato veramente, rimaniamo nei ns confini fisici e mentali e continuiamo semplicemente a vivere anche se ci troviamo in un altro luogo rispetto al dove abitiamo abitualmente.
Credo che l'ingrediente fondamentale del viaggio sia oltre a rispetto per luoghi e persone che si incontrano, la lentezza che rompe con il ns ritmo quotidiano del dovere fare in un determinato tempo. Oggi tutto al ns vita è scadenzata da tempi e budget time, tutto viene dopo l'altro in una continua rincorsa ad arrivare (non all'andare, non il cammino ma la meta sembra la sola cosa importante) ed arrivare prima possibile, in una parossistica corsa al rialzo, all'ingrasso, all'accumulo inversasamente proporzionale al tempo che abbiamo a disposizione per farlo, e da qui la grande angoscia dei ns tempi.
Infatti anche se la vita media si è enormemente allungata, sembra che non abbiamo mai tempo, è paradossale ma è così e questo crea un disagio che ci fa sembrare le cose dificile in salita, in rincorsa su tutto.. e non riusciamo a goderci ciò che invece di bello cìè nella nostra vita e i doni che Dio o chi per esso ci ha messo a disposizione.
Reimpariamo quindi a guardare vedendo anche negli occhi un uomo, a percepire i dettagli del suo animo, la forma di una foglia, e solo andando lenti potremmo farlo: per cui in vacanza no a tappe forzate da toccare a tutti i costi per dire ci sono stato, al mordi e fuggi da conquistatore (magari facendo la foto senza vedere l'opera ..vedi Louvres la Gioconda..) in modo produttivistico anche nel tempo libero (libero ma non liberato). Almeno i vacanza non ci dovrebbero essere tempi, orari, scadenze ma ci si dovrebbe perdere nelle cose del presente, dell'instante magnifico che si sta vivendo, riprendendosi quel tempo che è naturale dell'essere umano, e che ci farà essere più vicini a noi stessi e magari sentire il ns battito del cuore e sentire che anche altri essere umani ce l'hanno come noi ..,e magari così facendo entrando in contatto con noi stessi e con l'altro scoprire di emozionarsi di nuovo...
Buon viaggio a tutti
Viaggiare è un po' come vivere: si scoprono cose e ci si confronta con l'altro. Solo che la vita di tutti i giorni ci fa scoprire poco e confermare molto, e ci fa confrontare solo in confini precisi già conosciuti e più che altro ripeter un copione prevedibile, un meccanismo in cui siamo ingranaggi inconsapevoli. Il viaggiare inteso nel senso vero della parola ci porta verso l'ignoto, non più certo quello di Ulisse o C.Colombo, ma almeno si spera nemmeno quello dei villaggi turistici all inclusive della globalizzazione imperante.
E' chiaro che è difficile da fare in senso vero: i circuiti del turismo ormai arrivano dovunque e l'abitante del luogo visitato spesso è pronto a trattarci come turista non come un essere umano "altro da sè" da incontrare; inoltre se un indiano che ci offre un thè mette a rischio i ns ventri non abituati a certi batteri ma se non ci concediamo il tuffo, il salto, l'immersione totale e anche nella condizione e nel gusto di altri mondi odori e persone non potremmo mai dire di aver viaggiato veramente, rimaniamo nei ns confini fisici e mentali e continuiamo semplicemente a vivere anche se ci troviamo in un altro luogo rispetto al dove abitiamo abitualmente.
Credo che l'ingrediente fondamentale del viaggio sia oltre a rispetto per luoghi e persone che si incontrano, la lentezza che rompe con il ns ritmo quotidiano del dovere fare in un determinato tempo. Oggi tutto al ns vita è scadenzata da tempi e budget time, tutto viene dopo l'altro in una continua rincorsa ad arrivare (non all'andare, non il cammino ma la meta sembra la sola cosa importante) ed arrivare prima possibile, in una parossistica corsa al rialzo, all'ingrasso, all'accumulo inversasamente proporzionale al tempo che abbiamo a disposizione per farlo, e da qui la grande angoscia dei ns tempi.
Infatti anche se la vita media si è enormemente allungata, sembra che non abbiamo mai tempo, è paradossale ma è così e questo crea un disagio che ci fa sembrare le cose dificile in salita, in rincorsa su tutto.. e non riusciamo a goderci ciò che invece di bello cìè nella nostra vita e i doni che Dio o chi per esso ci ha messo a disposizione.
Reimpariamo quindi a guardare vedendo anche negli occhi un uomo, a percepire i dettagli del suo animo, la forma di una foglia, e solo andando lenti potremmo farlo: per cui in vacanza no a tappe forzate da toccare a tutti i costi per dire ci sono stato, al mordi e fuggi da conquistatore (magari facendo la foto senza vedere l'opera ..vedi Louvres la Gioconda..) in modo produttivistico anche nel tempo libero (libero ma non liberato). Almeno i vacanza non ci dovrebbero essere tempi, orari, scadenze ma ci si dovrebbe perdere nelle cose del presente, dell'instante magnifico che si sta vivendo, riprendendosi quel tempo che è naturale dell'essere umano, e che ci farà essere più vicini a noi stessi e magari sentire il ns battito del cuore e sentire che anche altri essere umani ce l'hanno come noi ..,e magari così facendo entrando in contatto con noi stessi e con l'altro scoprire di emozionarsi di nuovo...
Buon viaggio a tutti

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